Il Laureato – M.Nichols, 1967

hero_Graduate-GM-image.jpgIl giovane neolaureato Benjamin Braddock (Dustin Hoffman) torna a casa per festeggiare il meritato diploma. Soffocato dalle attenzioni entusiastiche dei genitori e degli amici di famiglia, si scopre paralizzato da una crisi inesprimibile che lo colma di incertezze e perplessità di fronte a sé stesso, al suo ruolo sociale in quanto laureato, al proprio futuro.

Si abbandona quasi casualmente a una relazione con la signora Robinson (Anne Bancroft), una donna sposata a un caro amico dei suoi genitori. Fino a quando gli eventi lo inducono, ancora una volta senza alcun senso apparente, a uscire con la figlia della signora Robinson stessa.

Commento (attenzione: può contenere spoiler)

Ormai divenuto un film di culto, Il laureato è una pellicola che descrive e per certi versi anticipa la rivoluzione giovanile del 1968 americano. Sebbene risulti un po’ datato (è un film intensamente generazionale) in questa storia sono toccati con garbo superficiale molti temi cari alla società dei consumi postmoderna: la profonda incomunicabilità fra giovani e adulti, che è anche il motivo fondamentale che spinge al fallimento la relazione fra Benjamin e Mrs Robinson; l’identificazione profonda fra individuo e ruolo sociale e l’alienazione che ne segue; la superficialità dei rapporti e la venalità dei desideri nella società borghese; e infine il nichilistico impulso di abbandono che conduce alla rottura degli schemi etici tradizionali e al rifiuto di ogni richiamo alla moderazione e alla progettualità. Non a caso è proprio il consiglio “nichilista” di Mister Robinson che induce Benjamin a lasciarsi andare.

E non inganni il lieto fine: lo sguardo assente e cupo dei due innamorati rimanda all’assenza di certezze, intese qui non come solide basi economiche e lavorative, ma come certezze inerenti al senso ultimo della vita e alla direzione da scegliere.

Più delicato di Easy rider, più leggero di Zabriskie Point e più scanzonato Cinque pezzi facili, Il laureato è (come le sopracitate) un’opera molto radicata nei 60s americani e forse al giorno d’oggi un po’ inattuale, eppure rimane una chicca per l’interpretazione di Hoffman (al suo primo ruolo da protagonista) e Anne Bancroft, per le stupende musiche di Simon & Garfunkel, per la trama tuttora un pochettino scabrosa e anche un po’ per l’utilizzo dell’Alfa Romeo Duetto rossa fiammante, che registrò un vero e proprio boom di vendite a partire dalla prima proiezione del film.

★★★★☆

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