Intrigo internazionale – A.Hitchcock, 1959

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New York. Il pubblicitario Roger Thornhill (Cary Grant) si trova in un hotel a sbrigare alcune faccende. Viene scambiato per un certo George Kaplan, prelevato con la forza e  imprigionato nella splendida villa del misterioso Lester Townsend. Cercherà di scappare, poi di indagare, inseguirà e verrà inseguito. Volente o nolente, si adeguerà alla sua nuova, pericolosa identità.

Commento (attenzione: può contenere spoiler)

Per parola del regista, North by North-West (titolo originale) è un vibrante divertissement che mescola abilmente ironia e suspence, romanticismo e azione, erotismo e mistero; Hitchcock prende dunque le distanze dalle sue ultime (pur validissime) pellicole, pervase da un’aura di cupezza e violenza (Il ladro; Vertigo) e dalle successive che evolveranno verso il genere horror (Psycho; Gli Uccelli).

Lo spettatore è costantemente in tensione, preso in una serie di intrighi, colpi di scena, sparatorie, strettoie, scappatoie. Angoscia e divertimento si trovano in perfetto equilibrio dal primo all’ultimo fotogramma. L’intero film oscilla, come spesso piace ad Hitchcock, fra la storia d’amore, la brillante commedia degli equivoci, il giallo, il thriller, il film d’azione. Avvenimenti di volta in volta inverosimili vengono resi credibili e cristallizzati in una serie di scene memorabili: l’aeroplano nel campo di grano, la scena dell’asta, la fuga sul monte Rushmore e la chiusura repentina e ammiccante sul treno in galleria, di sapore vagamente freudiano. Forse il film più impertinente nell’intera filmografia del regista britannico.

I temi e gli oggetti cari alla poetica hitchcockiana si ritrovano quasi tutti: l’identità molteplice e inafferrabile (il protagonista finirà suo malgrado per trasformarsi in Kaplan, un individuo che crede di inseguire ma che in realtà lui stesso interpreta inconsapevolmente), richiamata dal titolo originale che è una citazione amletica (“Io sono pazzo da nord, nord-ovest; quando il vento soffia dal sud, distinguo un falco da una colomba”). E lo scacco di Amleto è difatti l’impossibilità di accettare l’identità di vendicatore che l’onore gli impone. Un secondo tema è la bellezza ambivalente del personaggio femminile, che evoca morte ed erotismo legandoli a doppio filo; un terzo, l’innocente che non riesce a discolparsi per un crimine che non ha commesso; un quarto, l’amore come moto propulsore che attraverso l’alleanza fra uomo e donna riesce a spezzare le trame ingannevoli tessute dal fato; e infine il ruolo della casualità, impietosa e inesorabile, sulla vita dell’uomo comune.

Nel miglior periodo di Hitchcock, la sua opera più scanzonata.

★★★★☆

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