Io ed Annie – W.Allen, 1977

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Il comico Alvy Singer (Woody Allen) racconta la sua relazione con Annie Hall (Diane Keaton). Riflettendo su psicanalisi, depressione e sessualità, tenterà una summa paradigmatica delle relazioni sentimentali fra uomo e donna.

Commento (attenzione: può contenere spoiler)

Considerato uno dei migliori film di Woody Allen, Annie Hall rivela un Allen tremendamente autentico fra irresistibili monologhi, lampanti insicurezze e illuminanti colpi di genio. Il film è supportato dalla strepitosa simbiosi artistica fra Allen e Diane Keaton e dalla poesia urbana di una New York variegata e vivace, che il regista coglie, come è solito fare, con grande abilità scenografica.

Di certezze ve ne sono poche, il maggior merito del film è infatti sollevare dubbi sulle convenzioni sociali, culturali e i condizionamenti psicologici che regolano i rapporti di coppia, ritraendo l’uomo moderno in bilico fra carenze affettive, inossidabili nevrosi e desiderio di affermazione professionale. Posseduto dallo spirito di un nichilismo farsesco, il film spodesta l’amore dal regno dell’eternità, lo colloca nella cinica immanenza del XX secolo e lo incarna in un fiore, destinato a sbocciare ma anche, inevitabilmente, a sfiorire.

Importante anche la cifra stilistica, composta da inquadrature generalmente più lunghe della media e da alcune scelte bizzarre ma azzeccate, come ad esempio la frequente (ed esilarante) rottura della quarta parete, che amplifica il coinvolgimento del pubblico.

★★★★☆

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