4 top e un flop: Akira Kurosawa

ll celebre regista giapponese (1910-1998) ha attraversato la storia del cinema, lasciando un’impronta indelebile attraverso i suoi film che hanno influenzato e ispirato grandi registi. A cominciare da I sette samurai, che filtrato da Hollywood divenne I magnifici sette, poi La fortezza nascosta, che ispirò Lucas per la creazione del primo Star Wars, e ancora La sfida del samurai, di cui Sergio Leone tumblr_mcdmba7sQ31qzdvhio1_1280decise di rifare in chiave western senza pagare a Kurosawa i diritti d’autore, convinto che avrebbe avuto un successo contenuto, e divenne invece il celeberrimo Per un pugno di dollari, costringendo Leone e i produttori a una multa salata (ma anche a un successo planetario).

Nettamente il più ‘occidentale’ dei registi nipponici, Kurosawa fonde l’epica e la letteratura giapponese con il senso tragico occidentale. Lettore appassionato di Shakespeare e Nietzsche, fu in grado di trasmettere queste ed altre suggestioni nelle sue pellicole meravigliose.

Dovendo limitarsi a quattro successi (e un insuccesso), il compito è piuttosto arduo considerando anche la prolificità dell’autore in questione. Ho dunque dovuto escludere grandissimi film, come L’angelo ubriacoVivereL’idiotaLa fortezza nascostaIl trono di sangueYojimbo, SanjuroBarbarossaKagemusha. Quel che resta è, a mio modesto parere, il meglio (e il peggio).

Rashomon

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Tratto da due racconti (prevalentemente uno) dello scrittore Akutagawa, Rashomon racconta tre volte lo stesso fatto (un omicidio) da diversi punti di vista. Elegante costruzione narrativa che rinuncia e anzi denuncia l’idea di Verità Assoluta, questo dramma intenso apre uno spiraglio di speranza nel finale. Uso raffinatissimo delle luci, delle inquadrature, della pioggia. Tra i dieci film preferiti di Woody Allen e sicuramente tra i più importanti della storia del cinema.

I sette samurai

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Classico jidaigeki ambientato nel Giappone medievale, in cui sette guerrieri decidono di difendere degli indifesi e poveri contadini dalle angherie di un signore feudale. Sic transit gloria mundi: il potere crolla, la gioventù si spezza, il vigore sfiorisce, soltanto la miseria è eterna. E la solitudine, l’ingiustizia, la violenza.

Il flop: Dodeskaden

Doveva essere una sorta di documentario del degrado urbano nei quartieri poveri delle metropoli; una versione poco riuscita di Brutti, sporchi e cattivi (Scola) in chiave nipponica. Ne uscì un film confuso e bizzarro che attirò soltanto critiche e spinse Kurosawa a tentare il suicidio.

Dersu Uzala

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Persa totalmente la fiducia dei produttori in seguito al fallimento di Dodeskaden, fu il cinema sovietico a proporre a Kurosawa un soggetto di grande interesse, aiutandolo a uscire da una profonda crisi depressiva e creativa. Sceneggiando il diario di un esploratore russo, il capitano Arsenev, emerse la sua amicizia con un cacciatore nomade, Dersu Uzala. Questo film malinconico e pessimista ritrae gli splendidi paesaggi della tundra e, allegoricamente, il rapporto fra natura e civiltà, tradizione e progresso, primitivismo e tecnologia, raccontando un fatalismo che ha certamente un sapore tragico, ma che esprime nel Kurosawa maturo una più serena accettazione del divenire cosmico, e una pacifica riflessione più che, come in alcuni film precedenti, una muta disperazione.

Ran

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Uno degli ultimi capolavori di Kurosawa, ispirato al King Lear e al Macbeth. Un anziano re divide il regno e lo dona ai figli, che presto iniziano a lottare fra loro. L’unico figlio escluso dall’eredità tenta di ripristinare la giustizia. Ran significa, profeticamente, Caos.

2 Pensieri su &Idquo;4 top e un flop: Akira Kurosawa

    • ciao!
      personalmente è uno dei miei registi preferiti, anche per l’impatto che ha avuto e continua ad avere sul cinema contemporaneo, per la profonda conoscenza dei moduli narrativi shakespeariani e per la sua abilità nel mescolarli con temi e sapori tipicamente orientali. Non so se sei d’accordo, ma trovo che almeno una dozzina dei suoi film siano su livelli altissimi! Ed è raro trovare un regista allo stesso tempo così prolifico e così costantemente ispirato, mi viene in mente anche Hitchcock, non molti altri… Registi come Lynch, Fellini, ad esempio, che amo moltissimo, possono vantare diverse opere magistrali, ma anche diverse “cadute di stile”…
      Rudi

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