[79] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Il rituale cannibalistico di Gigi, Sarah e Ruby si sforza di cancellare il gap estetico tra loro e Jesse (ormai irrecuperabile) sfruttando il paradigma dell’incorporazione: ciò che è fuori viene messo dentro, sopprimendo l’antagonismo attraverso una comunione violenta. Che cos’è in fondo anche il rituale della comunione – mangiare il cadavere di Dio – se non un rituale che si sforza di riunire l’interno e l’esterno, l’umano e il divino, l’immanente e il trascendente, la vita e la morte?

[78] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

The Neon Demon racconta l’ossessione per la bellezza, unica valuta che continua a crescere indefinitamente mentre la vita si consuma. Ma a feticizzarsi non sono soltanto le immagini della bellezza bensì le immagini in generale, seguendo il balzo all’indietro che chiude La montagna sacra (Alejandro Jodorowsky, 1973) e apre The Neon Demon.

[77] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato


Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Ruby si volge all’unico amore che non prevede possibilità di rifiuto: quello necrofilo. Il montaggio di Matt Newman ci infila sotto gli occhi inquadrature balthusiane di Jesse, rivelandoci il reale oggetto del desiderio di Ruby. Ma la necrofilia non è semplice evasione, ma strategia di concupimento: Ruby comprende che solo nel perimetro della morte potrà soddisfare le proprie voglie.

[76] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Il simbolo del Neon Demon riassume in qualche modo la struttura narrativa, un triangolo col vertice ascendente (Jesse) circondato da tre triangoli col vertice verso (Sarah, Gigi e Ruby), quattro figure che formano a loro volta un triangolo che è il film stesso, e che ricorda la stilizzazione dei genitali femminili.

[75] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Mentre gli uomini di The Neon Demon sono inquadrati raramente in presenza di uno specchio, anche quando la presenza di uno specchio sarebbe scontata, sembra che la donna possa verificare e giustificare la propria esistenza solo attraverso un dispositivo riflettente.

[74] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Spot del 2017, quindi posteriore a The Neon Demon, ma la commistione di horror e fashion mostra in maniera anche più netta il feticismo latente che spinge l’individuo ad amare l’inerte, l’inorganico. Il fashion non è vivo, esso comes to life, arriva alla vita, attraverso la mediazione del vivente, dell’organico.

[73] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Nel finale, l’omicidio è trasfigurato da una patina indaco, la villa è dominata dall’azzurro della piscina, dal blu marino, dal bianco e il celeste di arredi e tappezzeria, generando una malsana discrepanza tra la freddezza degli ambienti e i fatti sanguinari che vi si svolgono.

[72] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Sopra, Alice nello specchio; sotto, La toilette di Cathy

In quello specchio Jesse, come le donne di Balthus, e come l’Alice di Lewis Carroll, scopre un mondo infinito e ingannevole che la sottrae alla consistenza, alla pesantezza della realtà. Per tutta la durata dell’opera, Jesse rimane sentimentalmente ed eroticamente inaccessibile allo sguardo carico di desiderio dell’Altro.

[71] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

Nel momento in cui bacia il proprio riflesso uno e trino, Jesse si aliena da sé (dalla precedente versione di sé) e si consegna al feticcio del proprio riflesso, trasformandosi nella divinità algida e disincarnata che abita lo specchio.

[70] Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato

Estratti e riferimenti dal mio prossimo volume (in uscita per Falsopiano nel 2022).

L’alone sfocato e brillante dei neon impedisce di lavorare sulla profondità di campo, ma avvolge le superfici in una glassa luminosa che leviga i profili e i materiali. L’ubiqua presenza di specchi contribuisce a levare profondità, fino a raggiungere una prospettiva bidimensionale tipica dei mosaici, della pittura bizantina. Alla pittura bizantina si rifanno anche gli sfondi, pseudo-monocromi dall’alto valore simbolico. Le donne vi sfilano come icone, riprese da una carrellata plastica che ricorda un’analoga carrellata nell’officina di Drive sulle carrozzerie lucide delle auto da corsa.