Provaci ancora, Sam – H.Ross, 1972

play-again-sam-film.jpg

Provaci ancora, Sam è uno dei più divertenti film di Woody Allen. Malgrado la regia sia firmata Herbert Ross, la pellicola è infatti tratta da un omonimo spettacolo teatrale del commediografo newyorkese.

Come spesso accade quando si tratta di Woody Allen, il film è un parodico omaggio a un celebrato classico della cinematografia (si pensi a Stardust → , oppure a Deconstructing Harry → Il posto delle fragole). In questo caso, Casablanca.

Il protagonista Allan Felix (Woody Allen) è un critico cinematografico che idolizza il personaggio di Rick, interpretato da Humphrey Bogart. Classico personaggio alleniano, è nevrotico, erotomane e sociopatico. Appena uscito da un divorzio burrascoso, viene spinto dall’amica Linda (Diane Keaton), moglie del migliore amico Dick (Tony Roberts), a tentare esuberanti e catastrofici approcci con svariate donne seguendo svariati metodi. Sentimento ci cova.

Si tratta del primo incontro cinematografico Allen-Keaton, principio di un celebrato e sfavillante sodalizio che regalerà perla dopo perla. Questa è la prima della collana.

★★★☆☆

Casablanca – M.Curtiz, 1942

159059382_1a32dd.jpg

Intrigante mélange di poliziesco, melodramma, romance e film di guerra, Casablanca è ambientato (guarda un po’) a Casablanca, nel 1941, in un Marocco ancora francese ma occupato dai nazisti, i quali danno la caccia a un famoso rivoluzionario ungherese, Victor Laszlo.

Gli uni e l’altro, accompagnato dalla moglie Ilse (Ingrid Bergman), si recano al café di Rick (Humphrey Bogart), ove i clienti tendono trappole e sventano complotti, bevono e giocano. Il sentimento latente fra Rick e la moglie di Laszlo complicherà i già imprevedibili eventi.

Casablanca-02

Questo film appartiene a (ed esemplifica in sè) l’età d’oro di Hollywood, esibendo un perfetto equilibrio fra umorismo e tensione, pizzicando le corde del sentimentale senza mai tracimare nel patetismo. Si tratta insomma di un’epica contemporanea, felicemente priva dei fronzoli tragici in cui indugia Ben Hur, un altro esponente della Golden Hollywood. Come spesso accade nell’epica, i personaggi sono in realtà archetipi: l’idealista Laszlo, il barbaro Strasser, il cinico anti-eroe Rick, il furfantesco Renault; tuttavia, come sottolinea Eco (1984) “due clichés ci fanno ridere, ma un centinaio di clichés ci commuovono”.

Così accadde nei poemi omerici, così accade per Casablanca in cui pure imperversa un elemento tipicamente postmoderno – l’ironia – che lo previene dunque dalla roboante, tronfia e ottusa boria di certi classici dell’epica contemporanea (vedi alla voce Interstellar) e lo salva forse da quella critica severa, di manierismo e implausibilità, mossagli dallo stesso Eco.

Un film disonesto e adorabile, gradasso e autoironico, cinico e romantico, esattamente come l’indimenticabile Rick/Bogart.

★★★★☆

CasablancaSamPiano