Omicidio a luci rosse – B.De Palma, 1984

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Attore che interpreta un vampiro viene licenziato perché la claustrofobia gli impedisce di entrare nella bara. Torna a casa e trova la fidanzata con un altro uomo. Va al bar per dimenticare e un amico gli offre la sua casa per un po’. Da quella casa può guardare col telescopio gli spogliarelli della vicina. Purtroppo vede qualcosa che non dovrebbe vedere…

Commento (attenzione: può contenere spoiler)

Classico thriller alla De Palma: c’è erotismo, ossessione, fobia, perversione, violenza. Molto forte l’influenza di Hitchcock, in particolare Rear Window. Altrettanto evidente è l’omaggio ai B-movie del genere horror-thriller, non solo ripresi nel tema principale ma anche direttamente citati all’inizio e alla fine del film: De Palma è, come Tarantino, un cultore del cinema di terza categoria.

In particolare è l’ambiente della pornografia californiana ad essere ritratto in questo film, ma il ritratto è tanto ironico e cupo al tempo stesso che non lascia spazio alla volgarità. La dinamicità, la classicità dell’intreccio non ne pregiudicano la validità.

★★★☆☆