Il gioco delle coppie – O. Assayas, 2019

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Poche gag e molti dialoghi.

Un editore di successo, una nota attrice, uno scrittore complessato, una social media manager idealista e una giovane imprenditrice digitale. Cinque ruoli, tre diverse fasce di età, in un intreccio di discussioni e tradimenti che rappresenta principalmente per mezzo di dialoghi, come in un ricco simposio, uno spaccato qualunque della società contemporanea, che cerca il riflesso della propria bellezza nel nitore di uno schermo digitale.

In questo mito di Narciso 2.0 pare tuttavia che a specchiarsi sia soprattutto il regista. Le riflessioni – puntuali e interessanti – non trovano compiuta integrazione in un tessuto narrativo disinvolto che baratta l’azione con un erudito esibizionismo: l’abbondanza di temi, problematiche, di citazioni cinefile e librarie sprofonda il racconto in un pantano di parole. Più simile a un talk show che a una commedia, elogiato da più parti, “Doubles vies” non regge il peso delle sue ambizioni smisurate. Secondo me.

★★☆☆☆