The Lobster – Y.Lanthimos, 2015

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In un distopico futuro, le persone single vengono trasformate in un animale a loro scelta. Quando David (Colin Farrell) viene lasciato da sua moglie, ha 45 giorni di tempo per trovare una nuova compagna.  Tempo che trascorrerà in un hotel dove altri single come lui cercano l’anima gemella.

Per prolungare i 45 giorni, sono a disposizione degli ospiti fucile e dardi tranquillanti: un giorno in più per ogni “solitario” catturato nel bosco adiacente, dove vive una tribù di anarchici reietti che rifiutano ogni forma di unione sentimentale.

Commento 

In bilico fra fantascienza, commedia grottesca e drammatica storia d’amore, The Lobster è un film profondamente kafkiano (scusate l’aggettivo inflazionato, ma è davvero azzeccato). Non tanto per l’atmosfera oppressiva e angosciosa che pervade la narrazione, quanto più perché l’elemento grottesco è, come nei racconti dello scrittore praghese, presente fin dal principio e nessun personaggio ne trae indignazione o stupore. Non resta che un doloroso e lento processo di adattamento, come per il Samsa della “Metamorfosi” (elemento che peraltro è presente nel film).

Lanthimos, come un equilibrista, percorre adagio il filo che separa farsa e tragedia. Lo spettatore è avvinto e divertito al tempo stesso da questo bizzarro mélange che può vantare ottimi interpreti oltre alla fantasiosa sceneggiatura. Non a caso, Prix du Jury a Cannes.

★★★☆☆